RIFORMA ONERI SISTEMA

RIFORMA ONERI SISTEMA

Con la Delibera AEEGSI 481/17, l’AEEGSI ha recentemente ridefinito, con decorrenza 01/01/2018, la struttura delle componenti tariffarie relative agli oneri generali di sistema elettrico per le utenze non domestiche in altissima, alta, media e bassa tensione. Ricordiamo che ad oggi l’incidenza di queste componenti sull’imponibile di fattura supera il  40%.

La riforma prevede che :

1)      le componenti A2, A3, A4, A5, As, MCT, UC4 e UC7 vengano divise in due raggruppamenti: “Oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili e alla cogenerazione” (ASOS), distinti per classe di agevolazione, e “Rimanenti oneri generali” (ARIM). E’ inoltre previsto un terzo raggruppamento dedicato alle componenti perequative UC3 e UC6;

2)      ciascuno dei primi due raggruppamenti abbia una struttura trinomia: un’aliquota unitaria espressa in cent€/punto di prelievo/anno, un’aliquota unitaria espressa in cent€/kW/anno e un’aliquota unitaria espressa in cent€/kWh;

3)      ai fini dell’applicazione dell’aliquota espressa in cent€/kW/anno, di cui al precedente alinea, la nozione rilevante di potenza sia quella prevista dal TIT al fine dell’applicazione delle tariffe di rete.

In parole povere, si semplificherà il numero delle componenti A – UC, ma si moltiplicherà il dettaglio delle possibili tipologie di utenza (che sarà equiparato al dettaglio oggi vigente per le tariffe di distribuzione in bassa, media e alta tensione). Il vantaggio, che vedranno comunque esclusivamente gli utenti in media tensione, è che l’esposizione in fattura di tali oneri sarà più breve e leggibile (per gli utenti in bassa tensione si tratta di un vantaggio poco apprezzabile perché la bolletta 2.0 ha già da tempo accorpato tutto in un’unica voce!).

L’effetto di questa modifica strutturale degli oneri di sistema sarà uno spostamento progressivo del carico di tali costi da una struttura di costo variabile con il volume dei consumi a una struttura “semi-variabile”.  E’ un bene o un male? Dipende naturalmente dal tipo di utenza.

In linea generale verranno colpiti maggiormente gli utenti poco energivori, con ridotto consumo orario equivalente della potenza disponibile e gli utenti autoproduttori (cioè con sistemi di cogenerazione, trigenerazione, fotovoltaici, ecc.). Questi utenti attualmente hanno un costo energetico marginale sul kWh autoprodotto che risente in minima parte degli oneri di sistema, dato che questi oggi hanno componenti fisse modeste, dell’ordine di poche decine di euro/anno. Il presumibile innalzamento delle componente fisse e l’introduzione di una componente a kW di potenza in tali oneri si ripercuoterà pertanto su una minore convenienza a installare ed esercire impianti cogenerativi.

Un approfondimento “quantitativo” sul tema, aperto a tutti coloro che sono interessati, é previsto per mercoledi 24 gennaio 2018 ore 15.00 presso la sede sociale di Consenergy2000.