RECESSI

RECESSI

Con la delibera 302/2016/R/com, vigente dal 1 gennaio 2017, che sostituisce la precedente Delibera 144/2007  l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico ha modificato le modalità e le tempistiche per l’esercizio del diritto di recesso dai contratti di fornitura dei clienti finali di piccole dimensioni, anche al fine di omogeneizzare la disciplina al contesto di evoluzione del mercato al dettaglio.

Queste le principali novità:

-          obbligo di delega al fornitore entrante per la gestione della pratica di recesso;

-          riduzione del termine preavviso da tre mesi a tre settimane;

-          eliminazione dell’obbligo di invio di recesso al servizio di maggior tutela.

Vediamole in modo più approfondito:

Modalità di recesso

Si prevede una procedura unica per l’invio del recesso da parte del venditore entrante per tutti i clienti finali.

In caso di cambio venditore, la comunicazione al venditore uscente della volontà di recedere del cliente, dovrà sempre avvenire il venditore entrante in nome e per conto del cliente finale a seguito di procura da quest’ultimo conferita con le stesse modalità di conclusione del contratto con il venditore entrante e comunque su supporto durevole sicuro e idoneo a non essere modificato. Il venditore entrante, tramite il servizio di pre-check opportunamente adeguato, verrà a conoscenza dell’identità del venditore uscente e dei relativi recapiti. Ai fini della omogeneizzazione delle procedure del recesso e della loro relativa standardizzazione, viene stabilito che, a regime, le modalità di trasmissione del recesso avverranno nell’ambito del SII (sistema informativo integrato), rinviandone ad un successivo provvedimento la puntuale definizione;

Termini di preavviso

Il termine di preavviso viene ridotto e fissato in circa tre settimane a prescindere dal mercato di provenienza e a prescindere dalla tipologia di cliente. Il recesso, infatti, dovrà essere comunicato al venditore uscente entro il 10 del mese antecedente la data di switching.

Facciamo un esempio:

Il cliente X firma un nuovo contratto di fornitura all’inizio del mese (es gennaio 2017). Se il venditore entrante riesce a fare la comunicazione entro il 10 dello stesso mese, dal 1 febbraio successivo il cliente potrà già essere fornito dal nuovo esercente con le condizioni contrattuali sottoscritte a gennaio.

Naturalmente se invece la firma del nuovo contratto dovesse avvenire ad esempio il 15 di gennaio, il venditore potrebbe fare la comunicazione soltanto entro il 10 di febbraio e il nuovo contratto decorrere dal 1 marzo. Per cui le tre settimane sono in realtà applicabili soltanto per contratti sottoscritti nei primissimi giorni del mese.

Recesso dalla Maggior Tutela

Le nuove disposizioni stabiliscono che non deve essere trasmessa all’esercente la maggior tutela o la salvaguardia la comunicazione del recesso, minimizzando l’onere per il cliente di recedere espressamente dal contratto e riducendo al minimo il tempo effettivamente necessario per risolvere il contratto.

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e i servizi idrici ha altresì puntualizzato che:

-  il diritto di recesso non può essere sottoposto a penali né a spese di chiusura e che eventuali clausole in tal senso si considerano non apposte;

-le nuove disposizioni si applicano anche a contratti stipulati prima del 2017, se naturalmente non ancora scaduti.

Le nuove regole di recesso NON riguardano tutti i clienti finali ma soltanto:

-         clienti domestici del servizio energia elettrica;

-         clienti domestici del servizio gas, ovvero “punti di riconsegna nella titolarità di un cliente domestico” che utilizza il gas naturale per alimentare applicazioni in locali adibiti ad abitazioni a carattere familiare e locali annessi o pertinenti all’abitazione adibiti a studi, uffici, laboratori, gabinetti di consultazione, cantine o garage, purché: l’utilizzo sia effettuato con un unico punto di riconsegna per l’abitazione e i locali annessi o pertinenti; • il titolare del punto sia una persona fisica;

-         CONDOMINI A USO DOMESTICO del servizio GAS, ovvero “punto di riconsegna relativo a un condominio con uso domestico” è il punto di riconsegna che alimenta un intero edificio, diviso in più unità catastali in cui sia presente almeno una unità abitativa con utilizzi analoghi a quelli di cui al precedente punto, purché: • il titolare del punto di riconsegna non sia una persona giuridica, salvo il caso in cui esso svolga le funzioni di amministratore del condominio; • il gas riconsegnato non sia utilizzato in attività produttive, ivi inclusi la commercializzazione di servizi energetici quali, ad esempio, la gestione calore; – articolo 2.3 lettera a) del TIVG;

-         Clienti del servizio energia elettrica, NON domestici, alimentati in BT

-         Clienti ALTRI USI del servizio gas limitatamente ai punti con consumi annui complessivamente inferiori a 200.000 Smc.

Il provvedimento non trova invece applicazione nel caso di:

a) contratti con controparte pubblica;

b) contratti relativi ad utenze stagionali o ricorrenti;

c) clienti o contratti multi sito che comprendono sia utenze in bassa tensione sia utenze in media tensione, come ad esempio, i contratti di gruppo simili a quelli applicati ai Consorziati Consenergy2000.

Nel caso di contatti stipulati da Consorzi o gruppi di acquisto valgono, di norma, le regole di recesso fissate dagli Statuti consortili o dai contratti stessi. E’ quindi opportuno, per chi ha intenzione di aderire a queste forme di acquisto, normalmente più conveniente dei contratti individuali, almeno per utenti medio piccoli, verificare bene e soprattutto preventivamente le regole applicate per i recessi.