PREZZI GAS.

PREZZI GAS.

In più occasioni abbiamo evidenziato come la maggior parte delle offerte presentate sul mercato libero dell’energia elettrica e del gas sia affetta dall’ “effetto scorporo”, ovvero dalla tendenza a scorporare dal prezzo dell’energia o del gas (materia prima) alcune componenti che, pur non essendo regolate dall’AEEG per gli utenti finali, di fatto vengono presentate come tali e applicate a parte rispetto al prezzo, rendendolo quindi apparentemente più basso rispetto al normale.

L’“effetto scorporo” é di fatto una lama a doppio taglio. Se da un lato è preferibile per l’esperto, perché evidenzia tutte le componenti che contribuiscono a formare il prezzo, rendendo confrontabili tra loro offerte diverse, per l’utente finale (inesperto, nonostante tutto) crea l’illusione di un prezzo particolarmente vantaggioso, trasformando in componenti “passanti” voci che di fatto non lo sono e sottraendole quindi a qualsiasi tipo di controllo.

Esistono moltissimi casi di scorporo, sia nelle fatture elettriche sia nelle fatture gas e che per identificarli tutti ci vuole molto allenamento e molta pratica.

Ma innanzitutto bisogna cominciare a capire quali sono gli elemnti che compongono il prezzo del gas naturale, ovvero quella parte del costo complessivo che viene evidenziato nella bollette dettagliate alla voce quota energia o materia prima gas.

Come si determina il prezzo del gas naturale?

Il prezzo del gas naturale viene formulato, sul mercato libero, dalle società di vendita e proposto ai loro clienti sotto forma di offerte commerciali/contrattuali.

Nella formulazione del prezzo, così come presentato ai clienti finali, le società di vendita devono necessariamente considerare:

- il costo puro della materia prima scambiata sui mercati all’ingrosso (si può fare riferimento al prezzo della borsa italiana del gas – tecnicamente PSV oppure al prezzo di altre borse, anche se la più comunemente utilizzata è la Borsa olandese- tecnicamente il prezzo viene chiamato TTF);

- il recupero dei costi sostenuti dalla società di vendita per:

- l’approvvigionamento sui mercati all’ingrosso

- l’importazione del gas (trasporto su rete internazionale);

- il trasporto su rete nazionale fino alla presa di zona (Remi);

- i costi per l’impegno di capacità;

- i costi di commercializzazione e vendita agli utenti finali;

- gli oneri aggiuntivi di trasporto stabiliti dall’AEEGSI o da Snam rete gas (OA: corrispettivi per il contenimento dei consumi di gas; oneri a copertura delle garanzie di ricavo per lo stoccaggio; oneri a copertura del servizio di rigassificazione; oneri di bilanciamento)

- Gli oneri finanziari (legati anche alla scadenza di pagamento pattuita con i clienti)

- I margini di ricavo.

L’evidenziazione del prezzo nelle due articolazioni tariffarie principali del gas.

Nel valutare una qualsiasi proposta economica riguardante la fornitura di gas naturale occorre sempre capire preventivamente se ci si sta confrontando con una tariffa binomia o una tariffa monomia.

Si definisce tariffa binomia quella articolata in due parti: termine fisso (di solito TF), che costituisce di norma la parte non negoziabile e un termine “variabile” (di solito definito P) che è la parte negoziabile della tariffa. In questo tipo di prodotto/offerta i costi di trasporto e capacità, vengono compresi nel termine fisso mensile, mentre i margini di ricavo del venditore e i costi di commercializzazione e vendita vengono di norma ricompresi nel termine “negoziabile” (l’uso della parola variabile va inteso come proporzionale al consumo…in realtà anche questo termine può essere fissato per il periodo contrattuale). Gli oneri aggiuntivi? Dipende. La tariffa binomia é di solito preferibile per grandi utenze (consumi di norma superiori ai 200.000 mc anno) o comunque per utenti “industriali”, ovvero con consumi costanti di gas naturale durante tutto l’arco dell’anno per usi in processi di produzione (non solo riscaldamento).

Si definisce tariffa monomia, una tariffa unica, che comprende tutti i costi sopra indicati (lasciando esclusi solo vettoriamento, ovvero il trasporto dalla presa di zona –Remi- al singolo contatore e le imposte). E’ la più comunemente utilizzata per le utenze domestiche e per i piccoli consumatori termici.

Fino a qualche anno fa era prassi commerciale consolidata presentare, per i clienti “in monomia” un prezzo finito e comprensivo di tutti gli oneri di trasporto (anche perché meno soggetti a variazioni rispetto ad ora). Oggi invece, la tendenza si è invertita éd è diventato di moda presentare al cliente una formula che evidenzia il prezzo all’ingrosso del gas naturale ed applica a parte tutte le altre voci di costo che la società di vendita deve necessariamente recuperare, imitando, per mera opportunità e NON per obbligo, la formula in uso per il mercato di tutela.

Per completezza e correttezza va anche evidenziato che, grazie alla riforma del 2013, l’articolazione delle componenti aggiuntive e del trasporto è stata resa più flessibile ed è suscettibile di modifiche durante l’arco dell’anno termico. Ne consegue che lo scorporo di queste componenti dal prezzo in monomia può portare anche un vantaggio per il cliente finale, che può beneficiare in taluni mesi di costi di trasporto e gestione più bassi (peccato che di solito siano i mesi estivi, ovvero quelli in cui i consumatori termici consumano meno…).

Prezzo inclusivo o scorporato: quale delle due formule è preferibile?

Entrambe vanno bene per chi legge con attenzione l’intera offerta contrattuale; nessuna delle due va bene per chi guarda solo i prezzi di copertina o fa la sua valutazione sulla base di un prezzo detto a voce…e purtroppo sono ancora tanti.

Il “gioco” delle componenti aggiuntive (OA) tra mercato libero e tutela.

Abbiamo evidenziato in altri articoli sullo stesso tema il caso del PCV nel mercato elettrico.

Nel caso della fornitura di gas il gioco allo scambio/raddoppio delle varie componenti allo scopo di tenere i prezzi bassi ma garantirsi comunque margini sicuri è più complesso, astuto e soprattutto invisibile ad occhi inesperti.

Per spiegarlo con la maggiore chiarezza possibile ci serviremo di un esempio, mettendo a confronto due diversi contratti/offerte di fornitura in tariffa monomia riferiti all’inverno appena trascorso.

Contratto/offerta n. 1

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Contratto/offerta n. 2

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Un acquirente del tutto inesperto e superficiale sarebbe portato a valutare la prima offerta come la migliore tra le due, con una differenza di oltre tre centesimi…..

Un acquirente invece meno inesperto e superficiale obietterebbe che la prima offerta è a prezzo variabile (anche se su base trimestrale e non mensile) mentre la seconda offerta è a prezzo fisso. La sua valutazione potrebbe quindi concludersi chiedendo a entrambi i fornitori di presentare un tipo di offerta effettivamente confrontabile (entrambe le offerte a prezzo fisso, oppure entrambe sullo stesso indice).

Un acquirente ancora più esperto potrebbe fare un’analisi sulle componenti aggiuntive e su come “appesantiscono” il prezzo della materia prima per capire effettivamente quanto costa il gas trasportato al REMI (presa di zona).

Innanzitutto appare evidente che, in entrambi i casi, il prezzo presentato non è quello all’ingrosso puro e semplice, ma comprende, sia nel primo che nel secondo caso, le voci di trasporto internazionale.

L’offerta/contratto n. 1 ha una struttura tariffaria analoga a quella del mercato regolato (dove il costo della materia prima è espresso come Cmem, ovvero media dei prezzi all’ingrosso più trasporto internazionale e consegna alla frontiera). Alla Cmem sono aggiunti i seguenti componenti:

- QT; CCR; QVD; COA; OGM; Cgrad; Cvm, alcuni dei quali sono espressamente valorizzati in €cent/mc, mentre per altri viene richiamata la delibera di determinazione. Vedremo che non si tratta di una casualità.

L’offerta n. 2 ha una tariffa quasi omnicomprensiva dove è sostanzialmente escluso solo il trasporto su rete nazionale (componenti Qti e Qtmcv).

Appare quindi chiaro che non è possibile valutare seriamente entrambe le offerte se non si conoscono i valori delle componenti, che, nel primo caso, sono quasi totalmente scorporate e nel secondo caso sono quasi totalmente comprese (in pratica per confrontare i prezzi veramente è necessario sommare le componenti tra loro in modo da avere in entrambi i casi il prezzo finito del gas trasportato al REMI). Per agevolare il lavoro dei nostri lettori abbiamo reperito sul sito di Snam rete gas e dell’AEEGSI i valori delle componenti scorporate per il periodo gennaio-marzo 2016:

Cmem= 0,219607 €cent/mc (più bassa rispetto a quella indicata nell’offerta, appunto variabile su base trimestrale);

CCR= 0,028481 €cent/mc;

QVD= 0,007946 €cent/mc;

QOA= 0 – ATTENZIONE il contratto n. 1 parla di un valore pari a 0,0084 €cent/mc

GRAD: 0,0125 €cent/mc;

Cpr: 0,016 €cent/mc;

Cvm = 0 ma ATTENZIONE il contratto n. 1 parla di un valore pari a 0,019 €cent/mc

QTmcv= 0,001796 €cent/mc

QT= 0,039096

Ora, sommando tutto abbiamo che:

Offerta/Contratto n. 1: prezzo omnicomprensivo (gas trasportato al Remi) effettivamente pagato 0,3510 ovvero 35,10 €cent/mc (Cmem+CCR+QVD;+QOA+GRAD;Cpr+Cvm+QT)

Offerta contratto n. 2: prezzo omnicomprensivo (gas trasportato al Remi) effettivamente pagato: 0,3187, ovvero 31,87 €cent/mc. (prezzo+ Qtmcv+QT)

Non solo quindi l’offerta n. 1 si dimostra meno conveniente dell’offerta n. 2 (mentre in apparenza era il contrario), ma è anche meno conveniente (anche se di poco) rispetto al mercato di tutela con cui si confronta: il fornitore infatti ha valorizzato contrattualmente due componenti che AEEGSI aveva considerato pari a 0 nel periodo considerato (gennaio-marzo 2016).

Che cosa fare quindi per non cadere nelle insidie dello scorporo rischiando di pagare addirittura di più?

Una possibile alternativa per chi non intendesse avventurarsi in uno studio approfondito o non potesse permettersi un consulente energetico sono i servizi di acquisto di Consenergy2000.

Consenergy2000 dispone di un volume aggregato pari a quasi 80 milioni di kwh per l’energia elettrica e di quasi due milioni di metri cubi di gas naturale. Inoltre dispone di competenze qualificate, che analizzano le offerte commerciali delle società di vendita e tengono conto delle migliori condizioni di fornitura…nonostante gli scorpori.