Connessioni aree critiche

Connessioni aree critiche

Con deliberazione ARG/elt 187/11 del 23 dicembre 2011, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha aggiornato e modificato in diversi punti la delibera ARG/elt 99/08 (Tica – Testo Integrato delle Connessioni Attive).

Si tratta per lo più di modifiche procedurali, ad eccezione dell’introduzione del corrispettivo obbligatorio pari a 20.25 €/kw che i richiedenti l’allacciamento alla rete elettrica (con l’eccezione dei clienti finali domestici) dovranno versare ai gestori di rete, nel caso di impianti da connettere in aree individuate come “critiche” al momento del ricevimento della richiesta di connessione.

Il nuovo e atteso provvedimento dell’Autorità deriva dalla effettiva urgenza di risolvere il problema della “saturazione virtuale” delle reti elettriche, dovuto all’elevatissimo numero di preventivi di connessione di impianti che impegnano capacità sulle reti, pur essendo ancora impianti privi di autorizzazione alla realizzazione e all’esercizio.

Secondo dati AEEG al 30 aprile 2011, in Italia, a fronte di quasi 250.000 preventivi di connessione alle reti di distribuzione e trasmissione accettati, corrispondenti a circa 196 GW di potenza, solo 42 GW sono relativi ad impianti già connessi.

Dei restanti 154 GW, ben 140 GW (attribuiti a 22.000 preventivi) sono relativi ad impianti che non hanno ancora ottenuto l’autorizzazione alla realizzazione ed esercizio, ma che comunque continuano ad impegnare capacità sulle reti, generando il problema della saturazione virtuale.

Il corrispettivo sarà poi restituito al richiedente, entro due mesi dalla data di completamento dell’impianto di produzione, ovvero nei casi in cui, entro 2 (due) anni dalla data di accettazione del preventivo, il richiedente rinunci all’iniziativa in tutto o in parte, o l’iniziativa decada in tutto o in parte.

Il corrispettivo sarà invece trattenuto o escusso nei casi in cui, oltre i 2 (due) anni dalla data di accettazione del preventivo, il richiedente rinunci all’iniziativa in tutto o in parte, o l’iniziativa decada in tutto o in parte per uno dei motivi indicati nel comma 32.4.