IL DECALOGO DEL CONSUMATORE

IL DECALOGO DEL CONSUMATORE

ERRORE N.1 FARE I CALCOLI DEL POTENZIALE RISPARMIO SULL’IMPONIBILE DI FATTURA

Perché: la fattura dell’energia elettrica, più confidenzialmente chiamata bolletta, si compone di varie voci che confluiscono nell’imponibile di fattura. Le varie componenti della bolletta sono raggruppabili in quattro macrovoci: - servizi di vendita - servizi di rete (trasporto, dispacciamento, misura) - oneri generali del sistema elettrico (componenti A, UC….) - imposte Solo la voce servizi di vendita (che può essere anche denominata prezzo, componente energia, costi di generazione, ecc.) è la parte della bolletta soggetta alla libera trattativa tra cliente e venditore e quindi è l’unica su cui, cambiando ad esempio il tipo di prodotto o il venditore, è possibile realizzare un risparmio. Il resto dell’imponibile è composto da voci non negoziabili, che vengono definite dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas o dallo Stato e non sono determinabili in base ad una trattativa con il venditore. In pratica io posso risparmiare, ad occhio e croce, solo sul 50% dell’imponibile.

COMPORTAMENTO CORRETTO: tenere distinto, nei calcoli contabili, la parte servizi di vendita dalle altre voci della bolletta per non incorrere nell’illusione di risparmi fittizi. Da rilevare è che i costi non negoziabili sono negli ultimi due anni sensibilmente aumentati e pesano in questo momento mediamente oltre il 50% dell’imponibile di fattura.

ERRORE N.2 CONFRONTARE IL COSTO SOSTENUTO PER L’ENERGIA ELETTRICA CON QUELLO DELL’ANNO PRECEDENTE

Perché. Non si tratta di un errore in senso assoluto: anzi, da un punto di vista contabile si tratta di un confronto perfettamente lecito. Diventa deviante quando viene utilizzato come unico elemento di misura dell’efficacia/prestazione del prezzo pattuito. Infatti, come abbiamo già spiegato nel paragrafo precedente, il motivo per cui la bolletta sale può non essere dovuto all’aumento del prezzo ma, purtroppo, di altre componenti di costo dell’energia elettrica.

COMPORTAMENTO CORRETTO: effettuare i confronti tenendo distinta la parte prezzo dalla parte relativa ai costi di rete, in modo da poter anche comprendere la causa degli aumenti di costo (ovvero, se l’aumento è dovuto ad una aumento dei consumi, ad un aumento dei prezzi, oppure ad un aumento delle componenti non negoziabili della bolletta).

ERRORE N.3 SPERARE DI ABBATTERE LE VOCI NON NEGOZIABILI DELLA BOLLETTA CAMBIANDO FORNITORE DI ENERGIA ELETTRICA

Perché: abbiamo già spiegato che il contratto per la fornitura di energia elettrica stipulato con una qualsiasi società di vendita riguarda esclusivamente il prezzo dell’energia e non anche le altre voci, raggruppate genericamente sotto il paragrafo “servizi di rete”, oppure in modo più dettagliato, a seconda del tipo di fatturazione. E’ possibile che questi costi vengano riportati nella fattura in modo più o meno dettagliato e che questo generi l’illusione che un venditore possa omettere di applicarli, ma in realtà non è così. Nessun venditore può omettere arbitrariamente di applicare i costi generali del sistema elettrico su una fattura dell’utente finale, anche perché è chiamato a corrispondere quei costi per primo, versandoli direttamente al distributore o al gestore di rete.

COMPORTAMENTO CORRETTO: leggere bene la proposta di contratto o l’offerta, dove, spesso diversamente da quanto viene detto a voce, sono solitamente ben specificate le voci escluse dalla trattativa (dispacciamento, trasporto, componenti obbligatorie, misura, ecc.).

ERRORE N.4 SPERARE DI RISOLVERE IL PROBLEMA DELLE MICROINTERRUZIONI DI ENERGIA ELETTRICA CAMBIANDO LA SOCIETA’ DI VENDITA

Perché: le norme sulla liberalizzazione del mercato elettrico hanno stabilito una netta separazione tra la gestione della rete di distribuzione dell’energia e la vendita dell’energia elettrica stessa. Il venditore dell’energia elettrica, chiunque esso sia, non ha alcun potere su tutti gli aspetti e le problematiche che riguardano la distribuzione, comprese le microinterruzioni che, per definizione, interessano essenzialmente la rete.

COMPORTAMENTO CORRETTO: le microinterruzioni di energia sono regolate dalla delibera AEEG 333/2007 che prevede, in talune condizioni, indennizzi automatici. Se le microinterruzioni sono frequenti e causano disagio, è inutile prendersela con il venditore dell’energia elettrica ed occorre capire se si tratta di un problema temporaneo, oppure dipende da una sofferenza della rete elettrica locale. In taluni casi molte cosiddette microinterruzioni sono in realtà interruzioni dovute a superamenti di potenza. Se la rete elettrica locale è in sofferenza il problema delle microinterruzioni può essere risolto solo valutando, da parte del distributore, un lavoro di potenziamento della rete oppure dalla singola impresa prevedendo, se del caso, l’installazione di gruppi di continuità.

ERRORE N.5 RICHIEDERE L’OFFERTA SULLA BASE DI UNA SOLA BOLLETTA DI ENERGIA ELETTRICA O VALUTARE UN’OFFERTA COSTRUITA SULL’ESAME DI UNA SOLA BOLLETTA DI ENERGIA ELETTRICA

Perché: un’offerta mirata al profilo si costruisce sulla base dell’andamento dei consumi di almeno un anno. Un’offerta tarata su un consumo presunto o su un solo mese non è mai un’offerta mirata, ma è standard, quindi non specifica e non personalizzata. Spesso, soprattutto nel settore domestico, la richiesta di vedere una bolletta da parte del venditore non è mirata alla formulazione dell’offerta, ma esclusivamente a visionare i dati tecnici di fornitura (POD) per un’attivazione non richiesta.

COMPORTAMENTO CORRETTO: preparare un profilo di consumo, ovvero fornire il prospetto dell’andamento dei consumi, suddiviso per fascia, degli ultimi 6-12 mesi. Non dare mai la bolletta ad agenti sconosciuti, anche se “targati”.

ERRORE N.6 CONFRONTARE UN PREZZO FISSO CON UN PREZZO VARIABILE

Perché: si tratta di prezzi costruiti in modo diverso che possono essere confrontati su una serie storica e non in modo istantaneo (ad esempio su una sola bolletta). Un prezzo fisso non è altro che un prezzo variabile preso in un dato momento e maggiorato di costi assicurativi. Se si prende a riferimento un solo mese, magari quello che per il prezzo variabile ha rappresentato la punta massima, si rischia di falsare tutto il confronto e vedere come vantaggioso un prezzo che in realtà non lo é.

COMPORTAMENTO CORRETTO: confrontare il presunto vantaggio economico su un consumo di almeno sei mesi.

ERRORE N.7 FARSI ATTRARRE DALLO “SCONTO”

Perché: molte offerte sono costruite evidenziando uno sconto nella speranza che il cliente finale, non avvezzo a comprare l’energia elettrica, creda che lo sconto sia in realtà il risparmio. Esistono venditori insuperabili nel costruire offerte a sconto che sembrano vantaggiose, ma che in realtà, ad un’attenta analisi tecnica, così vantaggiose non lo sono poi tanto. Innanzitutto lo sconto più essere fatto su un prezzo, fissato dallo stesso contratto, più alto rispetto a quello effettivamente pagato dal cliente finale, oppure, come più spesso avviene sul gas, su una componente del prezzo e non sul prezzo finito (es: CCI). Può essere progressivo, ovvero, aumenta mano a mano che la durata contrattuale si allunga (in tal caso é difficile che il prezzo di riferimento sia fisso), oppure può essere composto, ovvero, può sommare più voci ognuna riferita ad un periodo (es: secondo anno di contratto), oppure ad una specifica clausola contrattuale (es: obbligo di rinnovo, pagamento in termini più brevi, bonus pagamenti, ecc.)

COMPORTAMENTO CORRETTO: leggere con attenzione l’offerta e verificare come questo sconto viene costruito. Evitare di sottoscrivere il contratto o l’offerta d’impulso e prendersi qualche giorno di tempo per fare le verifiche del caso.

ERRORE N.8 LIMITARSI A GUARDARE I NUMERI (PREZZO DI COPERTINA) SENZA FARE ATTENZIONE ALLE ALTRE CONDIZIONI CONTRATTUALI

Perché: nelle offerte, soprattutto quelle “a scaffale”, ovvero le offerte standard per i piccoli clienti (consumi < 100.000 kwh) viene messa in evidenza la componente prezzo e solo molto più in piccolo, eventuali altre clausole contrattuali, che di norma non vengono lette. Eppure sono voci importanti, che disciplinano spesso la durata dell’offerta o del contratto, la possibilità di recedere, la sussistenza di eventuali penali, le voci non comprese, ecc.

COMPORTAMENTO CORRETTO: leggere con attenzione l’offerta e/o il contratto e verificare bene tutte le clausole contrattuali. Evitare di sottoscrivere il contratto o l’offerta d’impulso e prendersi qualche giorno di tempo per fare le verifiche del caso.

ERRORE N.9 CREDERE A QUELLO CHE VIENE DETTO UNICAMENTE PERCHE’ CIO’ CHE E’ SCRITTO NON RISULTA DI FACILE COMPRENSIONE

Perché: ciò che vale è sempre ciò che è scritto nel contratto o nell’offerta. Se non è di facile comprensione, a maggior ragione, occorre chiedere spiegazioni e chiarimenti.

COMPORTAMENTO CORRETTO: Evitare di dare credito a chi scrive a mano condizioni economiche su offerte pre-impostate. Se l’offerta non è completa (es: mancano i termini di recesso o la durata) o rinvia ad un documento (es: condizioni generali di fornitura) che non è allegato chiedere sempre di avere copia del documento citato ma mancante.

ERRORE N.10 CREDERE CHE COMPRARE L’ENERGIA ELETTRICA SIA FACILE

Perché: il mercato dei prodotti energetici, come quello di altre materia prime, è complesso ed occorre conoscerlo molto bene per poter comprare bene. Se non è facile comprare le materie plastiche, il legno o il ferro, perché ci fanno credere che lo sia per l’energia elettrica? Per conoscere bene il mercato elettrico occorre una formazione adeguata, un po’ di pratica e soprattutto molto tempo per confrontare offerte e verificare, tra diversi fornitori, quale offerta è effettivamente, in quel dato momento, la migliore. Di solito invece, soprattutto per i piccoli consumatori, tutto questo non avviene e si dà semplicemente credito all’ultimo che passa.

COMPORTAMENTO CORRETTO: se l’ obiettivo è di comprare l’energia elettrica ad un prezzo adeguato all’andamento del mercato, perché si compra “d’istinto”? Verificare il prezzo va sempre bene…ma per verificarlo in modo adeguato, ovvero senza il rischio di incorrere in false speranze, occorre esperienza, l’esperienza di chi, come Consenergy, da oltre 10 anni aiuta le imprese a comprare l’energia elettrica.