Il processo di liberalizzazione dell’energia elettrica prende avvio negli anni Novanta, più precisamente nel 1992, con la trasformazione dell’ENEL in società per azioni e, successivamente, nel 1995, con l’istituzione dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas.

Tuttavia, è grazie al D.Lgs n. 79 del 16 marzo 1999, il cosiddetto Decreto Bersani, che tale processo ha iniziato ad interessare le diverse fasi della filiera, ovvero: produzione, importazione, esportazione e vendita.

Grazie al Decreto Bersani, frutto del recepimento della direttiva europea 96/92/CE, potevano accedere all’approvvigionamento di energia elettrica a condizioni più vantaggiose singoli utenti, consorzi e società consortili, con soglia di consumo globale annuo pari a 20 milioni di kWh (1 milione kWh per singolo sito).

Dal 1° gennaio 2002, la soglia di consumo globale annuo per poter ottenere la qualifica di cliente idoneo scese a 9 milioni di kWh, mentre rimase invariata la soglia di consumo per singolo sito.

Dal 5 marzo 2001, con l’avvenuta cessione da parte dell’ENEL della terza Genco, il livello minimo di consumo annuo di elettricità che definisce la soglia di idoneità, scese formalmente a 100.000 kWh. E’ ad ogni modo opportuno precisare che, a livello burocratico, tale cessazione ha effettivamente avuto luogo nel gennaio 2003.

E’ pertanto dal 29 aprile 2003 che tutti i clienti, il cui consumo supera i 100 mila kWh annui, possono scegliere liberamente il fornitore elettrico più conveniente.

L’ulteriore e definitivo passo verso la completa e definitiva liberalizzazione del mercato è avvenuto il 1° luglio 2004.
A partire da tale data, possono infatti accedere al libero mercato dell’energia elettrica tutte le partite IVA.